![]() | STORIA DEL CAFFÈ
La divisione sviluppo della società olandese Solidaridad and Dutch energy company ha introdotto una nuova forma di biomassa usando il caffé come materia prima. Si tratta di un prodotto di scarto nella filiera della coltivazione brasiliana dei chicchi di caffè e della bevanda, riutilizzato per produrre biocombustibile e biocarburante (fonte: Biofuel Review Headlines - 30/10/2007). L'energia prodotta ha gli stessi vantaggi del biocarburante tradizionale, appartiene alla categoria delle energie rinnovabili ed è meno inquinante del carbone e del petrolio. Il settore Ricerca e Sviluppo della società olandese ha dichiarato di poter raggiungere un abbattimento del 90% sulle emissioni di CO2. L'intera filiera è certificata sia sotto il profilo del rispetto dei diritti dell'uomo, sia sotto quello della tutela dell'ambiente. Gli scarti del caffé coltivato in Brasile sono compressi e trasformati in pellets. Si stima che entro la fine dell'anno circa 5mila tonnellate di caffè saranno utilizzate in Olanda per generare elettricità verde. Una centrale a biomasse è già operativa nei pressi di Geertruidenberg. Se l'esperimento avrà successo l'importazione del caffè di scarto quadruplicherà nel giro di pochi mesi fino a raggiungere un potenziale di 200mila tonnellate di pellets, sufficienti per produrre elettricità verde per 100mila abitazioni.
La materia prima del processo è un prodotto di scarto. Inoltre il caffè non può definirsi un vero e proprio bene alimentare per l'uomo o per le attività agricole e di allevamento, pertanto viene così a cadere quell'elemento di competizione tra biocarburante e sistema agroalimentare divenuto oggetto di forti critiche sul piano internazionale. Il nuovo mercato non dovrebbe causare una espansione della coltivazione di caffè in quanto faranno parte della filiera caffè-biofuel soltanto le coltivazioni certificate. Il progetto è sostenuto anche dalla Fondazione Doen per il suo contributo al contenimento dell'effetto serra.
Storia del caffè
L'inizio della storia del caffè può essere datata verso il 900 d.C., epoca in cui probabilmente si passa dall'uso come alimento (semi macinati e uniti a grasso animale) a bevanda aromatica dove i chicchi verdi venivano bolliti in acqua. La sua diffusione presso le popolazioni arabe fu favorita da motivi religiosi, in quanto il Corano proibendo il vino, spinse il caffè come bevanda stimolante e corroborante. Al suo arrivo in Europa nel 1500 furono date al caffè le definizioni di "vino arabo" o "vino dell'Islam": i primi luoghi specializzati per il consumo del caffè si ebbero a Costantinopoli (Istambul), dove a metà del 1500 erano presenti vennero aperti i primi "caffè" elì si incontrava l'elitè politica e culturale della città. Questa fu la porta d'accesso al resto d'Europa e in poco tempo si ebbero le prime caffètterie nelle principali capitali e porti europei.
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